Un disco che lascia il segno nel panorama della musica italiana

A 15 anni dall’esordio, il nuovo disco del sestetto livornese

A distanza di quasi quindici anni dal disco di esordio “Gelaterie Sconsacrate”, i Virginiana Miller fanno nuovamente centro con un nuovo album. “Il primo lunedì del mondo” (ZAHRrecords / Altrove), quinta produzione in studio, consacra i sei livornesi come una band di assoluto risalto nel panorama musicale italiano. L’album è composto da undici brani che fanno immediatamente presa sull’ascoltatore, ottimamente costruiti sia per quanto concerne le linee melodiche che per i testi, poetici e costantemente tesi ad una critica ma speranzosa analisi della società moderna, e ad una conseguente e inevitabile ricerca di risposte. Il suono classico della band, che in questi anni l’ha resa tra le più significative del panorama musicale italiano, è arricchito dall’espressività vocale e da testi che costituiscono il vero punto di forza dei sei toscani.

Bellissime “L’angelo necessario“, con un ritornello da brivido e “Oggetto piccolo (A)“, che analizza il punto di raccordo tra un giocatore di videopoker ed una ragazza anoressica, entrambe in costante inseguimento di qualcosa che sarà inesorabilmente destinato ad ucciderli. O “Acque sicure”, inserita nella colonna sonora di “La prima cosa bella” di Virzì. O ancora “L’inferno sono gli altri”, canzone che sottolinea come ci si possa sentire soli pur avendo duemilacinquecento amici, in una società sempre più tecnologica e sempre meno improntata alle relazioni personali.

Un disco dai suoni ariosi ed emozionanti che però si chiude con una nota di amarezza, una sorta di disillusione dal tentativo di ripartenza e di riscatto sul quale il disco è costruito, nei tre minuti di “La carezza del papa“. Un piccolo raggio di sole tra le nubi di questo brano, riscalda però l’ascoltatore nella cover conclusiva, “E’ la pioggia che va“, dei Rokes, in grado, nella sua semplicità, di riportare immediatamente il sorriso: “la pioggia se ne va e ritorna il sereno”.

I Virginiana Miller non sono inquadrabili in un genere musicale, i loro brani sono densamente ricchi di particolarità e sfumature differenti, perfettamente incastrate tra loro e mai banali, quindi per meglio comprendere la loro proposta non si può far altro che staccare la mente dalla propria quotidianità ed iniziare a viverla con i loro occhi, con la loro musica. Le risposte che cercate sono tutte lì.

[Daniele Orlandi]

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...